LA REGIONE, 25.2.2016 – Multa più alta a chi imbratta beni pubblici

L’importo massimo della multa che i Comuni potranno infliggere a chi imbratta beni pubblici andrebbe ritoccato verso l’alto. Lo sostiene il Municipio di Lugano pronunciandosi sul progetto di regolamento, proposto e messo in consultazione dal Dipartimento istituzioni, per l’applicazione della riformata Lop, la Legge sull’ordine pubblico. Varata dal Gran Consiglio lo scorso novembre, ma non ancora in vigore, la nuova Lop attribuisce agli esecutivi locali la competenza, ora della magistratura, di perseguire in materia di contravvenzioni una serie di illeciti. E nella lista delle infrazioni c’è anche il ‘littering’.

In caso di “imbrattamento di beni pubblici”, le sanzioni pecuniarie contemplate dalla bozza di regolamento vanno da un minimo di 200 franchi a un massimo di 500. Lugano suggerisce di ampliare la forchetta: da 200 a 1’000 franchi. «Perché la multa produca anche un effetto dissuasivo, cinquecento franchi è sembrato alla Città un importo troppo basso, soprattutto quando si ha a che fare con recidivi incalliti – spiega alla ‘Regione’ il responsabile del Dicastero polizia Michele Bertini –.  A questa conclusione siamo giunti alla luce dell’esperienza maturata nell’ultimo anno e mezzo, fra sensibilizzazione e repressione, con la messa in atto dell’ordinanza municipale contro il littering».

Toccherà, come detto, agli esecutivi locali, e quindi alle polizie comunali, far rispettare la Legge sull’ordine pubblico. Il Municipio di Lugano caldeggia tuttavia “una modifica” del regolamento affinché, riprende Bertini, «si stabilisca nero su bianco che anche la Polizia cantonale è tenuta, quando constata un’infrazione alla Lop, a redigere e a inviare il relativo rapporto alla Polizia comunale competente, che trasmetterà poi la pratica al Municipio». Stando agli intendimenti del governo, quello posto in consultazione dovrebbe fungere da regolamento di applicazione anche delle disposizioni della riformata Lop e della nuova legge ad hoc che vietano di nascondere il volto in pubblico. Proibiti pure burqa e niqab. “La questione – annota Lugano – è a sapere se e in che misura sia possibile obbligare la persona a rendere nuovamente visibile il viso, in particolare sulla liceità di lasciarla proseguire laddove la stessa dovesse opporsi rispettivamente se dovesse rifiutarsi di pagare la contravvenzione o prestare l’anticipata garanzia”. La norma anti-burqa? «Applicarla non sarà facile», commenta Bertini.

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