OL, 5.2.2016: “Candidature di partito? Un valore aggiunto!”

Da Opinione Liberale del 5 febbraio 2016

Il 10 aprile 2016 i Ticinesi andranno alle urne per scegliere consiglieri comunali e municipali ai quali adare la prossima legislatura nei loro rispettivi comuni di domicilio. Le aggregazioni hanno ridisegnato il Ticino degli enti locali. AlpTransit sta rimodellando il territorio, suscitando aspettative e timori, avvicinando i centri e probabilmente penalizzando le periferie: un cambiamento nel quale dobbiamo cercare delle opportunità che necessitano da subito di lungimiranti condizioni quadro.

L’azione politica nelle nostre realtà comunali è ecace nella misura in cui c’è attenzione e impegno per la quotidianità – le piccole e grandi cose che fanno la qualità di vita di una popolazione sempre più eterogenea, per i bisogni e le aspettative dei cittadini nelle loro diverse fasi della vita – e partecipazione sincera nei momenti belli di una comunità (festeggiare giovani talenti, cittadini centenari, performance sportive, l’inaugurazione di una nuova struttura…) e per quelli tristi (quando un incidente stronca una vita, la natura si ribella e danneggia il territorio, un reato commesso contro le cose o le persone colpisce la sfera privata e/o collettiva, quando…). Ai tempi nostri, questo prezioso e indispensabile impegno quotidiano avviene in un contesto di cambiamento di parecchie variabili e richiede di essere abbinato a progettualità e pianificazione strategica. Per non perdere il treno! E non solo quello di Alptransit! Limitarsi ad amministrare – anche laddove ci sono poche risorse – a lungo andare è perdente.

In molti Comuni, oriscono liste civiche alternative ai partiti. Sono emanazione di cittadini sicuramente motivati per la gestione della cosa pubblica locale, tentativi di superare vecchie ostilità partitiche sopravvissute ben oltre i tempi di Don Alberti e del suo «voltamarsina». Queste rispettabilissimi candidature hanno un punto debole: nel loro agire mancano di una struttura partitica di riferimento in grado di fungere da supporto per l’analisi di tematiche emergenti e per un’azione progettuale oltre l’orizzonte locale. Più di altre, sono a rischio di «sguardo al futuro assente», per dirla con il nostro presidente Rocco Cattaneo.

Appartenere a un partito vuol dire avere una cultura politica di riferimento e nestre aperte sulla politica cantonale e federale. Poter contare su una «rete» politica d’informazione, di supporto, di persone esperte in vari ambiti. Avere la possibilità di partecipare a istanze di confronto e di approfondimento che permettono di guardare oltre «il campanile»: la casa comunale. Il legame partitico si rivela un valore aggiunto che ogni elettrice ed elettore dovrebbe considerare nella scelta dei futuri amministratori del suo comune di domicilio.
Ai liberali radicali che hanno deciso di ripresentarsi per un nuovo mandato, ai candidati e alle candidate debuttanti, che assaporano l’ebbrezza di una prima campagna elettorale, auguro – al di là del risultato delle urne – di tenere acceso quel «motore» del servizio alla cittadinanza che ha fatto e continua a caratterizzare la storia del PLR nelle nostre istituzioni, di avere il coraggio di scelte chiare, rigorose, trasparenti e la capacità di mediare per riaermare, sempre, i valori democratici.